Olio di Oliva
L’olio di oliva ha un’origine antichissima. La sua storia, intrisa di verità e leggende, ha diverse origini. In Egitto fu introdotto come dono dalla dea Iside, in Grecia Minerva fece germogliare dalla terra la prima pianta d’olivo. Nel corso dei secoli l’olivo è sempre stato un simbolo di pace, prosperità, e purificazione.
Accanto a questo simbolismo è stato affiancato e riconosciuto anche il ruolo dell’olio d’oliva sulla salute dell’uomo. L’olio d’oliva esplica effetti benefici nei confronti di diverse patologie quali ipertensione, aterosclerosi, cancro, obesità e diabete.
In questi ultimi anni sono state fatte molte ricerche sulla correlazione positiva tra la Dieta Mediterranea e la bassa incidenza di malattie cardiovascolari e certi tipi di cancro (al seno, alla prostata, all’intestino e alla pelle).
E’ un grasso di origine vegetale, liquido a temperatura ambiente ed elemento fondamentale e tipico della dieta mediterranea, ma solo quello extravergine possiede caratteristiche atte a mantenere in salute dell’organismo.
Tutto ciò è dovuto alla sua particolare composizione che possiamo sommariamente descrivere come composta da due parti:
- la frazione “grassa” dell’olio (Frazione gliceridica o saponificabile)
che ha la particolarità di contenere sostanze che, pur essendo dei grassi secondo la definizione chimica , possiedono la particolarità, una volta ingerite, di favorire il trasporto del colesterolo dall’interno delle cellule verso l’esterno scongiurando eccessivi accumuli che sono alla base dell’insorgenza dell’arteriosclerosi.
Solitamente si afferma che la regolare assunzione di olio d’oliva extravergine aumenta questo trasporto benefico dando luogo al termine “spazzino delle arterie” (dovuto all’innalzamento delle HDL nel sangue)
- la frazione “non grassa” dell’olio extravergine (Frazione insaponificabile)
è rappresentata da molte altre sostanze che hanno lo scopo principale di proteggere dall’ossidazione, da qui il termine antiossidanti, cioè dall’effetto che l’ossigeno atmosferico esercita sull’olio.
Il detto “vino vecchio, olio nuovo” sta proprio ad indicare che l’olio, a differenza del vino, con il passare del tempo peggiora le sue caratteristiche sino a perdere le sue particolari proprietà benefiche. Questo perché l’ossigeno distrugge gradatamente le sostanze che lo proteggono, cioè gli antiossidanti (vitamine e i biofenoli dell’olio extravergine), e poi attacca le molecole della “frazione grassa” degradandole. Il calore e la luce possono incrementare questa degradazione; ecco perché l’olio va conservato nel modo corretto!

Negli ultimi anni la ricerca ha dimostrato come gli antiossidanti non solo proteggano l’olio, ma abbiano anche un importante effetto sull’organismo umano risultando efficaci nel mantenerlo “giovane”.